Al fianco di chi non ce la fa

Lo scorso 9 aprile si è tenuta la riunione dei Comitati Locali dei Soci. Dopo un anno segnato dal Covid i Comitati sono tornati in campo per dare corpo all’azione sociale della Banca. Il primo obiettivo è quello di sostenere le associazioni e le parrocchie impegnate nel supporto alle persone più colpite dalla crisi pandemica fornendo generi di prima necessità

Un nuovo inizio. Così il Presidente Francesco Liberati ha definito la riunione dei Comitati Locali del 9 aprile scorso, dopo un anno di stop dovuto alle conseguenze della pandemia. Un anno, ha detto, in cui la Banca si è mossa con tempestività, dando seguito ai provvedimenti governativi di garanzia pubblica per sostenere il credito a famiglie e imprese. Un’azione in cui vanno comprese anche le sospensioni delle rate dei mutui a tutti i soggetti colpiti economicamente dalle difficoltà create dal Covid, per oltre un miliardo e mezzo di euro.

Pure sul piano solidaristico, ha ricordato Liberati, la Banca si è mossa attivamente, sostenendo le strutture sanitarie di Lazio, Abruzzo e Veneto impegnate nella lotta alla pandemia anche grazie al contributo di soci e clienti. Questo grande impegno è stato premiato da ottimi risultati in termini di sviluppo dei dati patrimoniali ed economici.

Tuttavia, l’attività bancaria sta divenendo sempre più complessa – ha aggiunto Liberati – con normative sempre più stringenti, che riguardano anche la gestione del credito e i criteri di sostenibilità ambientale. In questo senso il Gruppo Bancario Iccrea, al quale BCC Roma aderisce, sta iniziando a dare un apporto concreto con una politica di indirizzo e coordinamento sempre più efficace.

La Banca – ha tenuto a sottolineare Liberati – sta affrontando questo periodo intenso senza dimenticare il ruolo cruciale della questione valoriale: “La tutela dell’identità rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile, perso il quale saremmo destinati, come banche del territorio, a smarrire la bussola”. Questo impegno nell’essere vicini alle comunità e al tessuto economico colpito dalla pandemia è stato percepito da soci e clienti. Allo stesso tempo, è stato compreso il danno che si creerebbe se un modello creditizio come quello della cooperazione non esistesse più o venisse messo ai margini. 

Famiglie, imprese, territori, oggi hanno bisogno – ha detto Liberati – di una interlocuzione creditizia capace di guardare oltre i freddi algoritmi. Ma anche di una Banca capace di instaurare un dialogo con il tessuto sociale.

Ed ecco quindi che l’azione dei Comitati risulta in questo frangente ancor più preziosa che in passato. Liberati ha pertanto proposto ai Presidenti dei Comitati un’azione specifica. Molti cittadini, come è noto, hanno perso il lavoro o subito il blocco della propria attività di impresa. Questo ha provocato un aumento della povertà e incrementato il numero di coloro che hanno difficoltà a coprire bisogni essenziali. È quindi auspicabile, ha concluso Liberati, che i Comitati dirigano il loro aiuto a parrocchie e organizzazioni presenti sul territorio che forniscono pasti e generi alimentari.

Il Vicepresidente Vicario Maurizio Longhi ha ricordato il contesto di Gruppo nel quale la Banca opera ormai da due anni, un Gruppo caratterizzato da un contratto di coesione che lo differenzia dagli altri gruppi bancari nazionali ed internazionali. Le BCC rimangono infatti titolari dei propri patrimoni e mantengono gradi di autonomia gestionale in funzione del loro livello di rischiosità. E i numeri della BCC di Roma sono tali da garantirle una sostanziale autonomia. Longhi ha ricordato anche che la nostra Banca non esercitò a suo tempo l’opzione della way out prevista nel progetto di riforma, decidendo convintamente di rimanere nell’alveo del credito cooperativo. Una scelta coerente con la missione, sempre ribadita, di lavorare per un’idea di economia civile, conservando il patrimonio valoriale del mutualismo. 

Oggi Iccrea, ha proseguito Longhi, è la quarta realtà bancaria italiana, e alla direzione generale è stato chiamato l’ex Direttore Generale BCC Roma Mauro Pastore, che sta portando a casa i primi risultati di una programmazione i cui benefici saranno goduti da tutte le BCC.

Ma oltre alla efficienza gestionale c’è l’aspetto sociale: e su questo l’azione della BCC di Roma rimarrà concreta ed efficace, anzi potrà articolarsi ulteriormente grazie ai benefici economici che può portare l’azione di un grande Gruppo. L’azione dei Comitati dunque non cambia, ma sarà necessario essere ancora più capaci di usare con oculatezza i fondi a vantaggio dei territori e dell’immagine della Banca, alternando intelligentemente i beneficiari in modo da dare più possibilità a tutti coloro che la meritano. Far parte dei Comitati, ha concluso Longhi, significa dunque abbracciare una causa sociale e di promozione dei valori mutualistici.

Il Direttore Generale Roberto Gandolfo ha fatto il punto sui positivi risultati patrimoniali e gestionali della Banca, i migliori degli ultimi 10 anni, che consentono una più ampia azione sociale. Gli impieghi, in particolare, si sono avvicinati ai 9 miliardi, con una crescita del 10,4%. E tutto ciò mantenendo pulizia in casa grazie alla discesa dei crediti deteriorati, passati dal 10,7% all’8,8% come incidenza sugli impieghi. 

Sempre in relazione ai crediti deteriorati, il grado di copertura è aumentato di 10,5 punti percentuali, al 64% dal 53,5% del 2019. Ma solo cinque anni prima, nel 2016, il grado di copertura era del 42,3%, inferiore di oltre 20 punti percentuali. Per quanto riguarda la raccolta, quella allargata è ormai a quota 12,8 miliardi (+7,3%). 

Anche sotto il profilo economico, ha aggiunto Gandolfo, possiamo essere soddisfatti: cresce il margine di interesse a 223,9 miliardi (+10,1%) e crescono le commissioni nette (+2,2%). 

Abbiamo quindi chiuso il 2020 con un utile netto di 36 milioni rispetto ai 26,4 dell’anno prima, ha concluso il Direttore Generale. Questo ci ha consentito di incrementare il patrimonio aziendale e di consolidare i coefficienti patrimoniali. L’attività dei Comitati è dunque garantita da numeri efficienti e da una Banca che rimane conscia della sua missione sociale.

Sono poi intervenuti i soci. Luciano Agostini, Presidente del Comitato Roma Eur, ha sottolineato l’importanza dei numeri positivi, che garantiscono l’attività dei Comitati. Rimane poi un giusto modus operandi l’individuazione di sempre nuovi beneficiari, in modo che l’erogazione di fondi non sia mai percepita come un diritto. 

Andrea Colucci, Presidente del Comitato Roma Prati Aurelio, ha ringraziato la Banca e il suo personale per aver assicurato un servizio di prossimità anche nei mesi duri del lock-down. Ha rimarcato la validità della proposta del Presidente Liberati relativa al sostegno alle associazioni che si occupano di fornire gli aiuti essenziali. 

Lorenzo Santilli, Presidente del Comitato Aquilano, ha ricordato i suoi anni come Consigliere della Banca e come questa esperienza sia stata particolarmente preziosa. L’attività continuerà con il Comitato e con la sua vocazione ad essere vicino agli ultimi con mezzi concreti.

Giorgio Borin, Presidente del Comitato Veneto Ovest, ha sottolineato la prossimità della Banca al territorio, soprattutto in un periodo dove c’è necessità di sostegno a quella parte della comunità più duramente colpita dall’emergenza pandemica.

Carlo Quartesan, Presidente del Comitato Alta Padovana, ha messo in evidenza come BCC Roma mantenga inalterato il carattere relazionale della sua azione territoriale, che contribuisce a rafforzare nel socio l’idea di far parte di una famiglia. Anche l’iniziativa a supporto delle associazioni e delle parrocchie che aiutano i più bisognosi è parte dei valori di una vera banca di comunità.

Per Teresa Bonelli, Presidente del Comitato Roma Centro, la proposta di aiutare in maniera rapida e concreta i più colpiti dalla crisi Covid farà riguadagnare ai Comitati il tempo perduto a causa della pandemia, che ha bloccato nel 2020 l’attività dei Comitati.

Giorgio Squarcia, Presidente del Comitato Roma Casalotti, ha ringraziato la Banca anche per la vicinanza che ha dimostrato ai soci in questo momento complicato. Sarà cura di ciascuno, ha aggiunto, di velocizzare l’azione solidale nei confronti dei soggetti più fragili.

Lucia Viscio, Presidente del Comitato Roma Est, ha rimarcato come i bisogni che provengono dai territori siano in questo momento tantissimi. È necessario dunque focalizzare l’attività soprattutto nel campo della beneficienza più che su quello della promozione.

Giuseppe Raviglia, Presidente del Comitato Segni Colleferro, ha chiesto di far sapere più diffusamente ai soci i buoni numeri della Banca. Ha poi evidenziato la necessità di anticipare i tempi, cercando di capire già da adesso attraverso quali direttive passerà la ricostruzione post-Covid dei territori e della loro realtà sociale. 

Giovanni Giannini, Presidente del Comitato Nomentano, ha ricordato l’attività capillare del proprio Comitato e l’attenzione solidale nei confronti delle associazioni che operano concretamente a favore della comunità.

Gabriele Gravina, Presidente del Comitato Parco, ha infine ricordato l’importanza dell’azione sociale della Banca in un momento di reale difficoltà collettiva, alla vigilia peraltro di un profondo cambiamento dei presupposti sui quali si basa l’economia nazionale e dei territori. Oltre al Pil, indicatore decisivo della crescita numerica, c’è una sorta di Pil sociale al quale la cooperazione non può rinunciare.