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Un anno di svolta

Abbiamo da poco chiuso il 2015, un anno molto intenso, ricco di iniziative, ma anche di significativi risultati. Sotto quest’ultimo aspetto, il nuovo anno è iniziato con l’incorporazione della BCC della Tuscia e lo abbiamo terminato con l’acquisizione delle attività e passività della Banca Padovana Credito Cooperativo, conclusa formalmente il 18 dicembre scorso. Si tratta di un’operazione rilevante per il tutto sistema del Credito Cooperativo, ma anche e soprattutto per la nostra Banca.

La BCC Padovana, prima di entrare in crisi ed essere posta in amministrazione straordinaria, era una realtà di primo piano del Credito Cooperativo, leader tra le BCC del Veneto, operante in un territorio ricco di imprenditorialità e culla della prima Cassa Rurale italiana fondata a Loreggia nel 1883.

Con questo intervento abbiamo acquisito i 28 sportelli, gli immobili, la raccolta diretta e indiretta e gli impieghi ad esclusione delle sofferenze, che sono state prese in carico dal Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo, un fondo volontario delle BCC che ha anche salvaguardato i titolari delle obbligazioni subordinate della Banca Padovana. A differenza di quanto avvenuto con le quattro banche ordinarie commissariate (Banca dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara) salvate dal Fondo di Risoluzione Nazionale, infatti, tutti i risparmiatori possessori dei bond subordinati sono rimborsati.

Con questa acquisizione la nostra Banca incrementa di quasi il 13% sia l’attivo patrimoniale (a 12,3 miliardi) che gli impieghi (a 6,9 miliardi). Con l’ingresso dei 215 dipendenti della Banca Padovana ora abbiamo in totale 1477 collaboratori; i clienti sono oltre 360 mila e gli sportelli sul territorio sono 207.

A livello di preconsuntivo di fine anno, al netto dell’acquisizione della BCC Padovana i cui dati falserebbero i raffronti, sono confermate le nostre attese, prefissate nel budget di inizio 2015.

A fine anno la raccolta diretta è pari a 7,6 miliardi, in linea con lo scorso esercizio, mentre a livello di sistema bancario il trend è stato negativo dello 0,6%. Nel dettaglio, aumenta la raccolta a vista con i conti correnti e i depositi a risparmio, mentre diminuisce la raccolta a termine con l’eccezione dei depositi vincolati. La raccolta indiretta è pari a 1,4 miliardi, in incremento dell’1,5%. Nel totale, la raccolta allargata dalla clientela risulta di oltre 9 miliardi, in aumento dello 0,1%.

Gli impieghi a fine dicembre sono pari a 6 miliardi, in aumento del 4,4%. A livello di sistema l’incremento è dello 0,1%.

Passando al conto economico, i margini risultano più che soddisfacenti. Con costi operativi in diminuzione, l’utile lordo è di circa 22 milioni e quello netto di 18 milioni, in calo rispetto al 2014 per effetto dell’esborso straordinario di 10,4 milioni di pertinenza della nostra Banca per il salvataggio a fine novembre delle quattro banche ordinarie commissariate citate prima. Ciò ci consente un ulteriore rafforzamento delle riserve patrimoniali che a fine anno si sono attestate sopra i 760 milioni. Un patrimonio che, ancora una volta, ci conferma in Italia tra gli istituti di media dimensione più solidi.

Mauro Pastore