Provincia di Padova, brevi cenni sul tessuto economico

Padova è la prima provincia del Veneto per popolazione residente (oltre 900 mila abitanti), imprese (108.245 unità produttive) e reddito prodotto lordo (26,5 miliardi di euro), mentre è seconda per numero di occupati (pari a 393.125). Il tessuto produttivo provinciale è quello tipico del Nord Est italiano, caratterizzato da distretti industriali e piccole e medie imprese organizzate a rete, per nicchie di mercato tra loro complementari. La dimensione per numero di dipendenti vede la prevalenza di unità produttive con meno di 9 addetti (il 92,3% del totale). I macro-settori del tessuto imprenditoriale della provincia di Padova in termini percentuali sono: commercio e turismo (33%), servizi (28%), industria (26,9%), comprensiva di manifatturiero e costruzioni, e infine agricoltura ( 12,2%).

In questo contesto l’area dell’Alta Padovana presenta dati economici simili. Nel territorio l’occupazione si concentra per circa il 45% nell’industria manifatturiera con una percentuale molto più elevata di quella provinciale. A questa si affianca l’11,5% delle imprese di costruzioni. Inoltre, sono presenti circa 13.000 unità locali operative, per un’impresa ogni 9 abitanti. Il reddito medio pro-capite è di oltre 26.000 euro.

L’area di Padova città è caratterizzata da una presenza maggiore di unità imprenditoriali del commercio e del terziario. Inoltre è sede di una vastissima zona industriale, con oltre 1000 imprese molto diversificate, e un grande interporto multimodale, che supporta, a livello logistico, ricezione ed invio delle merci europee, con vantaggio per l’economia di tutto il Nord Est. L’importanza di Padova come centro commerciale è sottolineata anche dalla Fiera Campionaria Internazionale, una delle prime in Italia, e da numerose mostre mercato e rassegne specialistiche.

Il territorio ha risentito fortemente della crisi. Nel 2014 l’attività economica ha mostrato una stabilizzazione dopo i cali degli anni precedenti. Nella prima parte del 2015 i livelli di attività nel comparto manifatturiero si sono ulteriormente rafforzati grazie alla ripresa della domanda interna e al positivo andamento dagli scambi con l’estero.

Il clima di maggiore fiducia circa la solidità della ripresa e condizioni di finanziamento più favorevoli hanno stimolato la spesa per investimenti. Il miglioramento si è progressivamente esteso al comparto dei servizi che ha beneficiato del lieve progresso dei consumi delle famiglie e della positiva stagione turistica. Anche la lunga fase negativa del settore edile sembra essersi interrotta. Nella prima parte dell’anno il tasso di disoccupazione è calato. Tra i lavoratori dipendenti è salita la quota di assunzioni a tempo indeterminato, favorita dagli sgravi contributivi introdotti dalla legge di stabilità per il 2015. Il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni e il numero di lavoratori coinvolti in crisi aziendali è ulteriormente diminuito.