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La nostra mutualità

Dal 19 dicembre scorso la nostra Banca ha acquistato le attività e passività della Banca Padovana Credito Cooperativo, banca che era stata posta da tempo in Amministrazione Straordinaria a seguito di criticità gestionali e patrimoniali.

Con questa operazione sono stati colti molteplici importanti risultati in una logica di concreta mutualità di sistema, che ha visto il concorso attivo di tutte le componenti del credito cooperativo italiano. Il nostro Movimento ha così dimostrato di saper risolvere al proprio interno le criticità senza alcun danno per la clientela e senza bisogno di interventi pubblici, peraltro oggi non più consentiti dalla normativa europea di tutela del mercato.

La logica della mutualità di sistema, aggiungo, ha consentito alla nostra Banca dagli anni ’90 in avanti di crescere con 19 tra acquisizioni e fusioni realizzate, salvaguardando le insegne del credito cooperativo, gli interessi dei soci, della clientela e delle comunità locali, nonché quasi 450 posti di lavoro nel Lazio, nell’Abruzzo interno e ora anche in Veneto.

L’operazione padovana è per noi una sfida di grande impegno e valore mutualistico, che affrontiamo con consapevolezza dei nostri mezzi sul piano patrimoniale e organizzativo, puntando a rilanciare in un territorio di solida base economico-produttiva e rinnovate potenzialità, come quello del Nord-Est italiano, il modo di fare banca del credito cooperativo. Una sfida che presenta anche significativi riferimenti valoriali perché nell’Alta Padovana raccogliamo la fiaccola della cooperazione di credito nata a Loreggia nel 1883, per custodirla e portarla avanti nel tempo.

Il nuovo anno si è aperto quindi all’insegna di grandi traguardi, in attesa che prenda corpo la riforma del credito cooperativo italiano che va ormai indirizzandosi nel senso auspicato dalla nostra Banca. Vale a dire una riforma che punti a un sistema guidato da una nuova società capofila cui facciano capo tutte le componenti del sistema stesso, lasciando la necessaria autonomia gestionale alle BCC virtuose che, così, potranno continuare nella propria storica attività di servizio a soci e comunità locali, tutelando gli interessi peculiari del territorio. È fondamentale da una parte prevedere livelli di integrazione che possano consentire al sistema e alle BCC di conseguire un complessivo rafforzamento nel quadro del nuovo assetto normativo europeo e, dall’altra, poter continuare a valorizzare i singoli territori, dando risposte locali a esigenze locali, nel solco della secolare tradizione del credito cooperativo.

Francesco Liberati