I soci BCC Roma in visita all’Aquila

In duecento, lo scorso 27 settembre, in una città a metà tra passato e futuro, dove i segni del sisma, ancora visibili a oltre sei anni di distanza, lasciano lentamente il passo ad una ricostruzione che sa di speranza

La città di Federico II, Celestino V, Carlo I d’Angiò e Margherita d’Austria. La città della cultura, della musica e delle arti, dei palazzi storici e dei monumenti di pregio. Un luogo a metà tra passato e futuro, dove i segni del sisma, ancora visibili a oltre sei anni di distanza, lasciano lentamente il passo ad una ricostruzione che sa di speranza. La visita all’Aquila di circa duecento soci della Banca di Credito Cooperativo di Roma provenienti dal Lazio, il 27 settembre scorso, ha rappresentato un “gemellaggio” bcc 1_51culturale di grande valore. Lì dove la BCC Roma, che sul territorio opera con un ruolo economico e sociale predominante, ha lasciato un signum indelebile. Palazzo Margherita porterà impresse, nel tempo, le insegne del Credito Cooperativo: 5milioni di euro raccolti tra le BCC italiane, di cui 1 milione e mezzo donati dalla BCC di Roma per riportare all’antico splendore la storica sede municipale che si affaccia su piazza Palazzo. “Presto partiranno i lavori di ristrutturazione di Palazzo Margherita. Di questo, dobbiamo ringraziare BCC Roma e il sistema del Credito Cooperativo Italiano, che a settembre 2009, a pochi mesi dal sisma, hanno donato al Comune un super assegno da 5 milioni di euro”. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha accolto così, nella suggestiva sala del palazzetto dei Nobili, i soci della Banca arrivati da Roma e dall’intero Lazio per visitare la città. I monumenti che portano ancora le ferite del terremoto e quelli restaurati, come palazzo Ciolina. Storia e testimonianza di un passato che è esso stesso futuro.

Accanto al sindaco Cialente, Lorenzo Santilli, componente del comitato esecutivo della Banca, e Gianluca Liberati, direttore BCC area Abruzzo. Un incontro che rappresenta l’avvio di un percorso di scambi turistico-culturali tra Roma e il capoluogo abruzzese, perché L’Aquila deve ripartire anche dal suo patrimonio storico-artistico e dalla vocazione turistica. “Nel 2017 festeggeremo il Natale sotto i Portici”, ha assicurato Cialente, invitando la platea a tornare in città, per l’occasione. “Il nostro è stato un terremoto diverso da tutti gli altri. Qui sono caduti il palazzo simbolo del Governo, il Comune. Tutto da ricostruire, rimboccandosi le maniche. Dopo il sisma mi ero dato l’obiettivo di restituire subito due edifici agli aquilani: la sede municipale e il Teatro comunale. Con l’intervento di BCC Roma, con la quale ho un rapporto di profonda gratitudine, finalmente saremo in grado di far partire i lavori di Palazzo Margherita”.

L'Aquila, Palazzo Margherita

L’Aquila, Palazzo Margherita

Il sindaco ha tratteggiato, poi, il futuro dell’Aquila “una città di cultura, vivibile, a misura d’uomo. In questo l’impegno delle banche, in primis BCC Roma, a sostegno del tessuto economico e imprenditoriale locale, è stato e sarà fondamentale”. “Un cammino di conoscenza dei territori che la nostra Banca ha image[1]avviato da tempo e che toccherà anche l’Abruzzo”, ha sottolineato Santilli, “un percorso che, nel caso dell’Aquila, assume la doppia veste di ospitalità e valorizzazione di una città che vuole rinascere. E che, al suo fianco, ha nomi importanti come il Credito Cooperativo di Roma”. A fare gli onori di casa Gianluca Liberati, che ha accompagnato i soci del Lazio nella visita guidata in centro, in piazza Duomo, nella Basilica di San Bernardino, riaperta al pubblico il 2 maggio scorso, al Castello Cinquecentesco, a Collemaggio e alle 99 Cannelle. “Testimonianze di una storia ricca e antica iniziata nel XIII secolo”, ha dichiarato Liberati, “un patrimonio culturale e artistico che BCC Roma intende far conoscere e rivitalizzare nell’ottica della promozione e della valorizzazione turistica del territorio”. Un viaggio nel tempo, tra L’Aquila che fu e quella che verrà. Con i suoi gloriosi trascorsi, le antiche strade lastricate e i palazzi signorili. Dove c’era vita e vita tornerà.

M. P.