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Testimonianze/1 – Con il progetto “Nati per leggere” Amatrice riparte dalla cultura

Sergio Serafini da anni gestiva la biblioteca comunale “Giovanni Fontanella”, ad Amatrice. Un luogo di aggregazione e socializzazione. Un piccolo scrigno di libri e testi di ogni genere, 6mila volumi in tutto, che alimentavano il sapere e la curiosità letteraria della comunità locale. Il sisma del 24 agosto scorso ha spazzato via anche la più importante realtà culturale del paese:  la sfida è ripartire dai  giovani e dalla lettura

La biblioteca di Amatrice, prima del terremoto, metteva in campo molte iniziative culturali e sociali. Cos’è rimasto di questo patrimonio?

La biblioteca comunale era una sorta di fucina di idee e di confronto costante, utile a far crescere il senso critico e costruttivo della comunità locale. Contava 355 iscritti, molti dei quali sostenitori e frequentatori attivi, che hanno perso la vita con il terremoto. Come Floriana Svizzeretto, ex direttrice del museo civico, che la settimana prima del tragico evento aveva tenuto una conferenza su Cola dell’Amatrice, di cui la Banca di Credito Cooperativo di Roma possiede due dipinti. Per me, bibliotecario da anni, la perdita di tanti amici e colleghi è una sofferenza amplificata. La biblioteca è stata fortemente danneggiata: i 6mila volumi sono ancora sotto le macerie, ma contiamo di recuperarli. L’importante, adesso, è restituire impulso alla cultura, aggregare i giovani e le famiglie che vivono sotto le tende. Fornire loro uno stimolo per combattere il profondo disagio del post-terremoto.

Va in questa direzione il progetto “Nati per leggere”?

In realtà questa è un’iniziativa antecedente al 24 agosto. Avevamo messo in campo il progetto “Nati per leggere” e “In vitro”, per promuovere la lettura nella fascia di età tra 0 e 14 anni. E abbiamo deciso di portarlo avanti, nonostante le tante difficoltà logistiche, la mancanza di uno spazio adeguato dove raccogliere i libri che saranno recuperati dalla vecchia biblioteca e di un punto di aggregazione. Da poco ho iniziato un percorso di letture ad alta voce, tra i bambini, nelle tende, prendendo in prestito i libri dalla biblioteca di San Benedetto del Tronto. Amatrice ha bisogno di ripartire da qui, dalla cultura, dai suoi ragazzi, che sono la speranza nel futuro.

Monica Pelliccione