MILANO 13-2-09 PIL 2008 IN CALO - SOLDI E BANCONOTE  (Agenzia: EMMEVI)  (NomeArchivio: EURO_9ge.JPG)

Il governo dei rischi in banca, un nodo cruciale

Paola Leone, Pasqualina Porretta e Franco Tutino approfondiscono a tutto campo il tema del presidio dei rischi, anche alla luce delle complesse novità regolamentari europee

porrettaIl governo dei rischi in banca: nuove tendenze e nuove sfide: è questo il titolo del recente volume a cura di Paola Leone, Pasqualina Porretta (membro del CdA BCC Roma) e Franco Tutino. L’opera trae origine dal convegno organizzato a fine 2015 dal Dipartimento di Management dell’Università “La Sapienza” di Roma, sponsorizzato dalla BCC di Roma e patrocinato dall’AIFIRM (Associazione Italiana Financial Industry Risk Manager).

Il tema è di stretta attualità. La crisi finanziaria ha infatti messo fortemente alla prova la capacità degli intermediari bancari di gestire efficacemente le diverse tipologie di rischio e di reagire prontamente a situazioni di criticità. In tale contesto emerge con chiarezza dai contributi che compongono il volume che assetti di governo efficienti e funzioni di controllo adeguate, attive ed indipendenti, consentono di evitare o limitare le perdite conseguenti a situazioni di crisi intense e diffuse.

Ne consegue che gli impatti sui profili di rischio aziendale e sulle performance sono strettamente dipendenti dall’efficacia del modello di governo e delle leve di controllo deputate a gestire i vincoli e le opportunità di contesto. È necessario prendere atto con chiarezza che la sottovalutazione o la sopravvalutazione dei rischi determina una sottrazione diretta di valore agli azionisti e va a incidere sull’attività svolta nei rapporti con la clientela.

In tale prospettiva Strategie, strutture e politiche a presidio dei rischi aziendali non è solo il titolo di una sessione del convegno ma anche l’approccio al governo della banca nell’attuale complessità operativa che è anche, troppo spesso, complessità dei rischi assunti. Complessità da fronteggiare non solo con strumenti, procedure e strutture operative, ma anche con adeguati modelli manageriali.

Anche alla luce delle novità regolamentari internazionali, il governo e il presidio dei rischi è pertanto uno dei temi principali del libro, che parte dalla consapevolezza che il modello unitario di regolazione dei rischi e del capitale delle banche adottato in Europa è a complessità crescente.

Come noto, la regolazione bancaria sui rischi e il capitale delle banche in Europa, collegata agli accordi di Basilea, si inserisce nell’articolato processo di Unione bancaria. L’Unione rappresenta la cornice che collega e integra i diversi elementi che chiedono un approccio unitario. Costituisce, perciò, un grande passo nella direzione della costruzione di un’Europa più coerente con obiettivi di stabilità e di crescita sostenibili. In tale ambito, la complessità della regolamentazione riguardante rischi e capitale nasce dal tentativo del Regulator di rimediare alle carenze dei sistemi interni di governo dei rischi.

Layout 1In apertura di volume la prefazione di Mauro Pastore, Direttore Generale BCC Roma, con alcune riflessioni sulle nuove sfide e opportunità della funzione di controllo dei rischi poste dalle novità regolamentari, le quali fanno assumere un contenuto strategico alla funzione stessa e chiedono un salto di qualità alle procedure, ai processi operativi e agli strumenti di misurazione su cui si basa la funzione stessa. “La crisi finanziaria internazionale – scrive Pastore – ha insegnato che carenze nel sistema dei controlli degli intermediari finanziari possono determinare importanti impatti sulla gestione degli stessi e, conseguentemente, sulla loro stabilità e su quella del sistema; possono di fatto minarne la sana e prudente gestione. Conseguentemente, i regulator europei e nazionali hanno provveduto a dettare più stringenti regole in materia di governo dei rischi con l’obiettivo ultimo di ovviare alle carenze interne degli intermediari bancari”. In questo nuovo contesto regolamentare e di complessità operativa, prosegue Pastore, “la Funzione Risk Management è sottoposta ad una importante pressione regolamentare ed è sempre più coinvolta nel guidare il cambiamento, partecipare ai processi decisionali, colmare gap nelle competenze, diffondere la cultura del controllo e del rischio e un approccio olistico e dinamico al governo dei rischi.

Tra i contributi al volume anche quello di Rossano Giuppa (Risk Manager della BCC di Roma), che insieme a Sabrina Leo analizza i principali contenuti strategico-operativi del Risk Appetite Framework (RAF). Il lavoro analizza il tema del RAF anche in relazione al sistema del credito cooperativo e alle interdipendenze di questo con la pianificazione strategica e il processo ICAAP (Internal Capital Adequacy Process) degli intermediari bancari. L’obiettivo ultimo perseguito dagli autori è quello di sottolineare l’importanza del RAF come strumento indispensabile a rafforzare la capacità dell’intermediario bancario di governare e gestire i rischi aziendali ma anche a diffondere una cultura del rischio che sia contemporaneamente: integrata nel complesso della realtà bancaria; trasversale alla totalità di rischi da questa affrontati; sistemica, in grado cioè di coinvolgere i diversi ruoli/strutture organizzative.

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