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Palazzo del Laterano

Situato in piazza San Giovanni, nel rione Monti, è stato costruito tra il 1586 e il 1589 da Domenico Fontana sul luogo stesso dell’antico palazzo episcopale di età costantiniana. Oggi ospita gli uffici del Vicariato di Roma e gode del diritto di extraterritorialità, essendo sotto la esclusiva giurisdizione della Santa Sede

di Paola Mattioli

I grandi palazzi qualificano Roma come città dei Papi insieme alle chiese e fontane, tre elementi emblematici dell’assetto urbanistico sopravvenuto a quello antico e, in parte, a quello medievale. Ed eccoli come proprietà di famiglie, nobili o meno,apparire segnati nella loro esistenza da avvenimenti sereni e drammatici, tra matrimoni e feste, ma anche da passioni e delitti, con quel pizzico di leggenda capace di accrescere il fascino dei personaggi che sono vissuti nelle loro stanze.

Eccoli ancora come residenze di cardinali, ordini religiosi e confraternite, rivelarsi con quel misto di sacro e profano che certi ambienti racchiudono, tra segreti mistici e stravaganze mondane, ingredienti tipici dell’elemento mistero che resta la chiave di volta per aprire le porte di simili edifici dal doppio significato simbolico come il Palazzo Lateranense, oggi sede del Vicariato. Situato in piazza San Giovanni in Laterano (rione Monti), è stato costruito nel triennio 1586-1589 per incarico di Sisto V da Domenico Fontana, sul luogo stesso dell’antico Palazzo episcopale di età costantiniana.

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Adiacente alla basilica di san Giovanni, è a pianta rettangolare e in ciascuno dei suoi lati si apre un portale con colonne bugnate sovrastate da un balcone. Su due portali, eseguiti dal Fontana, è stato applicato lo stemma di Sisto V, e su quello verso la Basilica, opera di Alessandro Galilei, vi è lo stemma di Clemente XII. L’edificio ha tre piani con finestre architravate al piano inferiore e con timpani curvi e triangolari nei piani superiori. Elegante è la loggia poggiata sul tetto.

Nel complesso la facciata appare monotona e non molto movimentata, anche se il Palazzo è tradizionalmente definito maestoso e imponente nell’insieme delle masse, nella divisione dei piani e nell’accentuazione dei profili.

Il cortile è formato da tre ordini di portici sorretti da pilastri e belle lesene doriche. La scala regia, che divide i due “rami”, dei quali uno porta alla loggia delle benedizioni e l’altro agli appartamenti, è magnifica e comodissima. Nelle pareti e nelle volte della scala sono dipinti grottesche, paesaggi, monti, stelle, leoni ed imprese di Sisto V. Le sue stanze piene di ori e fregi, furono decorate da Baldassarre Croce, da Paris Nogari, da Cesare Nebbia e molti altri notevoli artisti del tempo: pregevole è la sala degli obelischi. Anche nelle sale del trono o degli imperatori sono raffigurate grandi imprese dei papi.

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Palazzo Lateranense sorge su quella che fu l’abitazione dei papi per circa dieci secoli e la sua origine risale all’epoca dell’imperatore Costantino, che donò il Palazzo imperiale. Nel 640 circa l’imperatore d’Oriente Eraclio, durante il pontificato di Papa Severino, ordinò di saccheggiare la chiesa ed il Palazzo, che nei secoli successivi fu ampliato e restaurato, incendiato e ricostruito. A causa dei continui rifacimenti e danneggiamenti il Palazzo divenne malsicuro, così papa Giulio III lo fece demolire. Ricostruito da Sisto V nel XVI secolo attraversò un lungo periodo di quasi abbandono, perché non più funzionale. Dopo un vago progetto di Pio XII, prese seriamente corpo l’idea di un rinnovo del Palazzo. Giovanni XXIII lo volle sistemare per insediarvi gli uffici del Vicariato di Roma e il progetto andò in porto con Paolo VI, che inaugurò a tale scopo il nuovo edificio, ristrutturato al suo interno nel 1967. Nel Palazzo trovano la loro sede definitiva, oltre al Vicariato, l’università Lateranense e il seminario Maggiore.

Numerosi gli avvenimenti storici legati a Palazzo Lateranense, tra cui, come detto, il terribile saccheggio imposto dall’imperatore bizantino Eraclio. Il Palazzo fu assediato per tre giorni dalle milizie e fu trafugato tutto ciò che di prezioso le stanze contenevano. Da qui, in seguito, Sisto V governò lo Stato della Chiesa, da qui si emanavano provvedimenti per l’incremento delle arti e delle scienze e per lo sviluppo edilizio di Roma. Ed infine qui il Papa fu colto da malaria, che lo portò alla morte nel 1590 mentre un violento temporale si abbatteva su Roma.