Verso il Gruppo Bancario Cooperativo – Stiamo progettando il futuro

Il Consiglio di Amministrazione della nostra Banca ha deliberato l’adesione di BCC Roma al Gruppo nazionale cooperativo promosso da Iccrea Banca, proseguendo così lungo il percorso previsto dalla Legge di riforma. L’adesione al Gruppo Iccrea è stata determinata da motivazioni di coerenza con la nostra storia e di buon senso sul piano associativo e imprenditoriale. Ripercorriamo le tappe della riforma e vediamo i perché di questa decisione

 

La riforma

La Legge 49 dell’8 aprile 2016 ha riformato il sistema del Credito Cooperativo italiano. Obiettivo: una maggiore integrazione a sistema delle oltre 300 BCC e rispondere in maniera adeguata ai nuovi contesti di mercato, nonché alle sollecitazioni normative che vengono dall’Europa. La riforma ribadisce e tutela l’identità e il ruolo delle BCC, banche di territorio a mutualità prevalente. I soci restano insomma proprietari delle loro banche cooperative. Viene ampliata la possibilità di coinvolgimento dei soci stessi tramite l’innalzamento del valore massimo di capitale detenibile (da 50 mila a 100 mila euro) e del numero minimo dei soci che ogni BCC deve avere (da 200 a 500).

La riforma stabilisce che ogni BCC dovrà aderire a un Gruppo Bancario Cooperativo. L’adesione al Gruppo è condizione per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria. Per aderire al Gruppo, le BCC dovranno sottoscrivere un contratto di coesione, che disciplinerà i doveri e le responsabilità della Capogruppo e delle BCC aderenti. Queste ultime rimarranno titolari dei propri patrimoni e manterranno gradi di autonomia gestionale in funzione del livello di rischiosità. Manterranno inoltre il controllo societario della Capogruppo, detenendone la maggioranza del capitale.

La Capogruppo

La Capogruppo svolgerà un’azione di direzione e controllo in attuazione di una funzione generale di servizio, con due obiettivi: sostenere la capacità di servizio delle BCC e garantire la stabilità, la liquidità e la conformità alle nuove regole dell’Unione Bancaria. Il poteri della Capogruppo riguarderanno l’individuazione degli indirizzi strategici del Gruppo e l’attività di direzione e coordinamento, proporzionati alla rischiosità delle banche aderenti. La Capogruppo potrà, in casi motivati, nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o più componenti degli organi di amministrazione Banche. La Capogruppo deve avere una soglia minima di patrimonio netto di 1 miliardo di euro e può aprirsi alla partecipazione di capitali esterni sino ad un massimo del 49% del suo capitale sociale.

La way out

La riforma consentiva alle BCC di non aderire al Gruppo Bancario a condizione di possedere al 31 dicembre 2015 un patrimonio netto superiore a 200 milioni di euro, trasferendo ad una Società per azioni la sola attività bancaria e mantenendo pertanto le riserve indivisibili in capo alla cooperativa. BCC Roma, pur potendo, non ha voluto perseguire questa strada: perché è e vuole restare una cooperativa di credito, in linea con i valori che hanno caratterizzato la sua storia, e non vuole diventare una Spa, con una missione e valori completamente diversi. La trasformazione sarebbe peraltro costata 150 milioni di euro, con un abbassamento degli indici patrimoniali.

Iccrea Banca

La Banca d’Italia ha recentemente sottolineato la necessità da parte delle BCC di deliberare in Assemblea dei soci, in occasione dell’approvazione del bilancio 2016, a quale Gruppo intendono aderire, comunicandolo alla Banca d’Italia entro i successivi 10 giorni. BCC Roma ha scelto di far parte del il Gruppo facente capo a Iccrea Banca, la quale ha avviato le attività per la costituzione di un Gruppo sulla base di un progetto che è stato illustrato a oltre due terzi delle BCC italiane, nel corso di tredici incontri organizzati presso le Federazioni locali. Iccrea Banca è la Capogruppo del Gruppo Bancario Iccrea, che riunisce le società che forniscono prodotti e servizi per l’operatività delle BCC italiane e per i loro 6 milioni di clienti su tutto il territorio nazionale, vale a dire piccole e medie imprese e famiglie.

È stata fondata nel 1963 su impulso determinante di Enzo Badioli, compianto Presidente della nostra Banca sino al 1995 e che negli anni ’60 fu leader del Movimento del Credito Cooperativo italiano, promuovendone la modernizzazione. Nel corso dei decenni a seguire, Iccrea ha accompagnato dal lato imprenditoriale lo sviluppo delle BCC italiane, fornendo loro prodotti e servizi centralizzati. Al 30 settembre 2016 il Gruppo Iccrea deteneva un patrimonio netto su base consolidata di 1,7 miliardi di euro con un capitale libero di 500 milioni, un Cet 1 del 12,45% e un Total Capital Ratio pari al 13,22%. La Banca di Credito Cooperativo di Roma è la BCC prima azionista di Iccrea Banca detenendone il 5% del capitale sociale, vale a dire il massimo possibile in base alle previsioni statutarie di Iccrea stessa.

Il 3 novembre 2016 Iccrea è stata convocata dalla Banca Centrale Europea per illustrare il programma degli interventi e delle attività da realizzare al fine di pervenire alla costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo. Il successivo 27 dicembre Iccrea ha inviato una comunicazione formale con la quale ha invitato la nostra Banca a esprimere la volontà di adesione al Gruppo Bancario Cooperativo proposto da Iccrea stessa. In questa fase di avvicinamento al Gruppo Bancario Cooperativo, BCC Roma è impegnata, ai diversi livelli politico-amministrativi e tecnici, nei numerosi tavoli di lavoro che formano il complesso cantiere di costruzione del nuovo Gruppo, assicurando un contributo fattivo a tutela degli interessi aziendali. Al progetto di Gruppo Bancario Cooperativo di Iccrea Banca hanno aderito preliminarmente oltre 150 BCC italiane, tra cui tutte quelle di maggiori dimensioni.

Conclusioni

Il mondo del Credito Cooperativo sta affrontando un cambiamento dal quale non si piò tornare indietro. Ma si tratta di un cambiamento nella continuità. Entriamo in questo nuovo contesto con la nostra storia, con l’autorevolezza e il prestigio conquistati sul campo del continuo sviluppo e della sana e prudente gestione aziendale. Alla nascita di questo nuovo Gruppo abbiamo dato, con l’intenso lavoro che abbiamo portato avanti dal 2015 in avanti, un contributo proattivo sino agli ultimi decisivi passaggi. Siamo un punto di riferimento nel Movimento che anche la Vigilanza riconosce e valorizza pienamente. Continueremo a lavorare affinché le regole che vanno scrivendosi salvaguardino gli interessi dei clienti, dei soci e delle comunità locali.