La stabilità dei nostri numeri

Per la nostra Banca il 2016 è stato un altro anno di straordinaria intensità in uno scenario operativo ancora complesso. Se da un lato l’attività economica mondiale nel 2016 è andata gradualmente migliorando a partire dalla seconda metà dell’anno e la crescita ha superato le attese nelle economie avanzate, è pur vero, dall’altro, che il nostro Paese è cresciuto solo dello 0,9% contro lo 0,8% del 2015. Si tratta di una crescita a bassa intensità, non alimentata dagli investimenti, insufficiente a ingenerare un recupero di fiducia di imprese e famiglie che continuano ad essere in difficoltà, e a riassorbire gli alti tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, che affliggono il Paese.

La contrazione dell’attività economica degli anni passati ha determinato un significativo incremento dei crediti deteriorati delle banche, la cui consistenza solo di recente ha cominciato a flettere. Il peggioramento della qualità del credito ha inciso sulla redditività delle banche, che in molti casi, anche quest’anno, hanno chiuso i bilanci in perdita. Senza contare che sulla qualità del credito hanno anche pesato, in alcuni casi, errori e irregolarità gestionali.

Ebbene, in tale contesto possiamo essere veramente soddisfatti di quello che la nostra Banca sta facendo. Manteniamo ben dritta la barra del timone, navigando con sicurezza e serenità a tutela degli interessi di soci, clienti e dipendenti, svolgendo un crescente ruolo di riferimento nel sistema locale e nazionale del Credito Cooperativo. Siamo un’azienda sana che da più di sessant’anni lavora con e per le comunità locali, alle quali siamo collegati a doppio filo e che, anche nel 2016, ha ampliato la raccolta e i finanziamenti a famiglie e imprese, salvaguardando nel contempo la qualità del credito, in piena continuità con l’abituale politica di sana e prudente gestione.

I nostri numeri sono chiari. Al 31 dicembre 2016 la Banca ha realizzato impieghi per finanziamenti alla clientela per 7 miliardi di euro (+3,3% su base annua, percentuale nettamente superiore a quella del sistema bancario nel suo complesso, fermo a un +0,5%). La raccolta diretta è stata pari a 9,6 miliardi (+3,9%) mentre quella allargata ha toccato quota 11,3 miliardi (+2,0%). Ampliando l’orizzonte temporale, i dati sono ancor più significativi: nell’ultimo decennio gli impieghi e la raccolta diretta sono infatti aumentati rispettivamente del 130% e del 113%.

Altri valori indicativi: l’utile netto nel 2016 è stato di 18,1 milioni di euro, mentre il patrimonio aziendale è di 742 milioni, frutto di risultati sempre positivi, anno dopo anno. La nostra dotazione patrimoniale è decisamente superiore agli attuali limiti normativi; infatti il CET1 Capitai Ratio e il Total Capital Ratio ammontano al 14,7%, a fronte dei requisiti minimi stabiliti dalla Vigilanza rispettivamente pari al 6,2% e 10,1%. L’indice di redditività complessiva, espresso dal ROE (utile netto su patrimonio), risulta pari al 2,4%, migliore di quello di sistema, stimato dall’ABI all’l,4%. Questi dati, più che confortanti, ci permettono di affrontare l’anno che abbiamo di fronte con sicurezza. In attesa che il Gruppo Bancario Cooperativo prenda progressivamente corpo, l’attività aziendale troverà naturale prosecuzione, secondo il tradizionale modello creditizio, confermando il forte orientamento allo sviluppo degli impieghi nel segmento famiglie e piccole-medie imprese.

Mauro Pastore