Fiducia in crescita

A poco più di un anno dall’acquisizione della ex BCC Padovana, siamo andati a vedere come procede l’integrazione e quali possibilità di crescita si prospettano in un territorio ad alta densità imprenditoriale, fortemente impegnato ad uscire dalla crisi degli ultimi anni. Ne abbiamo parlato con Fabio Messina, Direttore della Zona Alta Padovana, e con altri quattro Direttori di filiale a stretto contatto con il territorio, ai quali abbiamo posto le seguenti domande

1. Qual è l’andamento delle agenzie di riferimento alla luce del complesso andamento dell’economia del Paese e della situazione del territorio?
2. Qual è l’immagine di BCC Roma secondo la percezione di clienti, famiglie, imprese e istituzioni locali?
3. Qual è stata la reazione di soci e clienti in ordine ai fatti degli ultimi anni?
4. Come procede l’integrazione del gruppo del personale in BCC Roma?
5. Quale il bilancio complessivo e quali le prospettive a un anno dal passaggio in BCC Roma?

1. Le 28 agenzie della zona “Alta Padovana” sono radicate in un territorio che ha sofferto la recente crisi economica soprattutto nei settori delle costruzioni e della metallurgia, che ancora segnano il passo. Si registra invece una certa vitalità in altri settori produttivi, in particolare quelli vocati all’export come, ad esempio, la produzione di macchinari e l’agroalimentare. Le nostre Agenzie operano in un contesto dinamico, che è strutturalmente cambiato rispetto all’assetto produttivo del Veneto di 20-30 anni fa. Le imprese di successo, che offrono quindi anche lavoro per le famiglie, sono quelle che hanno saputo innovare e aprirsi ai mercati internazionali.

2. La presenza di BCC di Roma in Veneto ha inizialmente suscitato curiosità e forse qualche diffidenza, sentimenti che sono stati presto sostituiti dalla percezione dell’arrivo di una Banca solida che intende operare come autentica cooperativa di credito locale nel solco della migliore tradizione di questa terra, che ha visto i natali della prima Cassa Rurale italiana.

3. I soci hanno compreso rapidamente il ruolo positivo di BCC di Roma nella vicenda di Banca Padovana. Salvo qualche caso isolato, non vi sono stati contraccolpi presso i clienti già soci della Banca che è andata in liquidazione. Del resto il valore della quota che hanno perduto era mediamente modesto e BCC di Roma è stata attenta a valutare singoli casi specifici. E’ stato bello registrare che diversi ex soci della Banca Padovana, hanno da subito gradito diventarlo anche della BCC di Roma: un gesto di grande fiducia e di slancio cooperativo. Molti di coloro che negli anni della crisi di Banca Padovana si erano allontanati sono ritornati a operare con le nostre Agenzie per la solidità che oggi BCC Roma offre. Per molte imprese abbiamo potuto essere nuovamente un partner affidabile grazie alla rapidità dei nostri tempi di risposta e al rapporto diretto che la nostra organizzazione aziendale può offrire al cliente.

4. Il tempo trascorso ha consentito una buona integrazione del personale della zona padovana in quello di BCC di Roma. La conoscenza dell’organizzazione interna e delle procedure è stata essenziale perché le Agenzie della zona potessero tornare a rivolgersi al mercato in modo operativamente efficiente.

5. Il bilancio è sicuramente positivo. Tre agenzie della zona alta padovana si sono anche distinte nel Contest e Challenge aziendale già per l’anno 2016. Siamo fiduciosi che con il 2017 si possano consolidare i risultati e fare in modo che l’intera zona dia un contributo positivo a tutta la Banca. Le potenzialità sono notevoli e BCC di Roma saprà coglierle!

1. Premetto che il mio arrivo alla BCC di Roma è piuttosto recente (1° gennaio 2017) e che, dopo un primo periodo passato presso la sede di Viale dell’Oceano Indiano a Roma, da circa un mese ho assunto la direzione della Agenzia 207 di Pionca di Vigonza ed il coordinamento delle Agenzie di 227 Padova Stanga, 233 Padova Sacro Cuore, 232 Limena, 228 Campodoro. Per quanto riguarda il mio coordinamento posso dire che nonostante un andamento della economia nazionale non certo positivo e la non facile situazione del territorio, ho riscontrato che nel 2016 le Agenzie del mio coordinamento hanno consolidato le posizioni e ora sono pronte a ripartire con determinazione.

2. Molto è stato fatto, ma molto ancora c’è da fare, soprattutto in termini di comunicazione, per spiegare e far capire ai nostri stakeholders il senso e l’importanza di quanto fatto da BCC Roma a fine 2015, quando ha acquistato gli assets di Banca Padovana risolvendo così una crisi bancaria che avrebbe avuto pesanti ripercussioni a livello locale. Questo è un compito che tocca prima di tutto a noi dipendenti e che contribuirà, assieme alle altre iniziative messe in atto, a migliorare la già buona considerazione che BCC Roma gode presso clienti famiglie, imprese e istituzioni locali.

3. Banca Padovana operava dove è nata la Cassa Rurale di Loreggia, la prima Cassa Rurale d’Italia costituita nel 1883 da Leone Wollemborg, e quanto successo negli anni appena prima del periodo di commissariamento e poi durante il periodo commissariale avrebbero potuto causare, oltre che una grande delusione, anche una grande disaffezione da parte di soci e clienti nei confronti della Banca, ma così non è stato, a testimonianza del grande attaccamento che c’era e che c’è tutt’ora per ciò che ha rappresentato per oltre 130 anni una vera e propria istituzione locale. A noi oggi il compito di ricostituire una base sociale degna della nostra storia e di BCC Roma.

4. Come detto sono approdato in BCC Roma solo all’inizio di quest’anno e pertanto non ho vissuto la prima fase di integrazione, che indubbiamente non deve essere stata facilissima, ma in tutta onestà devo dire che ho trovato una situazione sostanzialmente positiva, in quanto le criticità che ho riscontrato sono del tutto simili a quelli che si trovano nelle aziende in fase di espansione territoriale. In ogni caso in una banca a carattere nazionale o pluriregionale, i processi di integrazione possono essere caratterizzati da fasi più o meno intense, ma in realtà non finiscono mai, l’importante è viverli con proattività e spirito costruttivo esattamente come stiamo facendo.

5. Nonostante tutte le difficoltà il bilancio a un anno dall’integrazione in BCC Roma è sicuramente positivo e ciò è testimoniato sia dai numeri che dal clima aziendale. Infatti sul fronte della raccolta i risultati sono apprezzabili e sul lato impieghi, dopo il contraccolpo iniziale, siamo già in una fase di recupero. Però il dato veramente confortante, e che ci fa ben sperare per il futuro, è il positivo clima aziendale che si è già creato e che è terreno fertile per fa crescere una squadra coesa e vincente.

1. Il territorio ha pagato un prezzo elevato in questi anni di crisi economica, e il settore immobiliare e delle costruzioni è stato il più colpito. Hanno tenuto il primario e il manifatturiero, quest’ultimo con recenti segnali di crescita. Le crisi delle banche del territorio sono un importante indicatore per comprendere gli effetti di tale contrazione economica, con impieghi e raccolta in calo e crescita di sofferenze. Le nostre agenzie, dopo il consolidamento a seguito delle passate vicende, hanno lavorato per mantenere la clientela sana per ripartire nella crescita, pur consapevoli che la concorrenza è sempre agguerrita su tutti i fronti e che gli indicatori di crescita annuale restano modesti. Riteniamo comunque che per noi il momento peggiore sia passato e siamo fiduciosi per il futuro.

2. Il primo impatto non è stato facile, anche per la presenza di uno stereotipo culturale radicato nel territorio, per il quale Roma è vista come centro di potere con problemi di governo politico ed inefficienze burocratiche. Il nostro lavoro è stato quello di far comprendere ai clienti e al territorio che la BCC di Roma è una banca non pubblica, che crede nel movimento del Credito Cooperativo, ne preserva le caratteristiche e vuole dare risposte e sostegno a famiglie, imprese e istituzioni. I disagi della migrazione sono stati percepiti prevalentemente come problema operativo superabile. Ora dobbiamo però mantenere e consolidare l’immagine di efficienza e rapidità nelle risposte.

3. Le vicende della BCC Padovana e la sua liquidazione coatta amministrativa hanno disorientato i soci e clienti. Oltre 110 anni di storia, più di 9000 soci e la depauperazione del patrimonio in pochi anni hanno lasciato un segno. Fortunatamente i risparmi sono stati salvaguardati dallo sforzo del movimento cooperativo e dall’intervento della BCC di Roma e questo ci ha permesso di riacquistare la fiducia della nostra clientela. Sicuramente una parte importante l’abbiamo avuta anche noi dipendenti, che ci abbiamo sempre “messo la faccia”, continuando ad essere un credibile riferimento per i clienti. A mio avviso operare con correttezza e trasparenza a lungo andare paga e permette di mantenere e/o recuperare la relazione con il cliente. Anche le adesioni a socio stanno avendo positivi riscontri.

4. Dobbiamo essere obiettivi: non è stato semplice. Mettiamoci 500 km di distanza, target di clientela diversi, competitor territoriali aggressivi come non mai, aspetti formali e di procedure operative cambiate, tutti aspetti che fanno comprendere le reciproche difficoltà affrontate. Di strada ne abbiamo fatta tanta e riteniamo che ci sia ancora molto da lavorare, soprattutto per consolidare “l’amalgama culturale“ che sarà utile alla crescita professionale di tutti e al miglioramento dell’efficienza. Fondamentale è stato mantenere la prerogative di essere banca del territorio con personale in linea con i valori del Credito Cooperativo.

5. Come già evidenziato molto lavoro è stato compiuto e l’integrazione, dal punto di vista operativo, è oramai acquisita. Vi sono certamente altre cose da sistemare e contiamo di farlo senza ulteriori disagi per clientela e soci. Sul credito si sta lavorando per portare i tempi di risposta in linea con quelli delle altre aree, anche se la tipologia di clientela differisce e richiede particolare impegno. Rimango ottimista sulle prospettive, in quanto vi sono oggettivi punti forza, siamo una banca ben patrimonializzata che continua a fare utili, che resta nel movimento BCC con un ruolo importante ed è legata al territorio in cui opera. Partendo da questi elementi abbiamo le carte in regola per crescere responsabilmente.

1. Nel complesso ritengo positivi i risultati raggiunti, frutto dell’impegno di tutti i colleghi e della conoscenza del territorio nel quale operiamo, pur in un contesto produttivo che non ha ancora completamente superato le difficoltà e problematiche della crisi economica.

2. Superata la prima fase di integrazione nella quale è stato massimo l’impegno e l’attenzione per non creare disguidi nell’operatività quotidiana alla clientela a seguito dell’introduzione del nuovo sistema informatico, e spiegate le modalità e la natura dell’operazione di cessione di attività e passività della Banca Padovana a BCC Roma, sono state molto apprezzate la continuità operativa e l’attenzione che Banca ha assicurato verso tutte le realtà economiche ed istituzionali del territorio.

3. I soci e clienti della ex Banca Padovana hanno sempre dimostrato fiducia ed attaccamento alla propria BCC, apprezzando la chiusura positiva della vicenda. Ciò ha permesso di far comprendere fin da subito la solidità patrimoniale della nuova realtà che si presentava nel nostro territorio, permettendoci di poter iniziare rapidamente l’acquisizione di nuovi soci fra i nostri clienti e anche fra gli ex soci della Padovana.

4. Abbiamo assicurato e stiamo assicurando il massimo impegno per facilitare l’integrazione al nuovo modello organizzativo e per superare le inevitabili difficoltà che un nuovo sistema gestionale comporta. Ritengo che attualmente, grazie anche all’impegno ed alla disponibilità dei colleghi della Direzione di Roma, il processo di integrazione possa considerarsi concluso.

5. Bilancio nel complesso sicuramente positivo, i clienti e le istituzioni del territorio nel quale operiamo hanno favorevolmente recepito ed apprezzato la solidità patrimoniale della BCC di Roma, apprezzando la volontà della Banca di volersi confermare come punto di riferimento economico per famiglie, artigiani ed imprese del territorio, riprendendo inoltre, tramite la costituzione dei Comitati Locali il sostegno a parrocchie, scuole materne e a tutte le associazione di volontariato che operano nel territorio.

Agenzia 230, Resana

1. La realtà industriale presente nel nostro territorio, seppur ancora con molte difficoltà, evidenzia una buona vitalità produttiva, in particolare per le aziende che esportano i prodotti veneti nel mercato internazionale. Finanziare, sostenere, essere Banca attiva nell’economia locale significa non solo essere partner delle aziende che crescono, ma crescere anche noi come Banca e come filiali assieme a loro.

2. BCC Roma apparsa inizialmente “lontana” territorialmente, si è poi dimostrata autentica Banca locale. Famiglie, imprese ed Istituzioni possono contare su una Banca del territorio che torna ad investire concretamente nell’economia locale, vicina alle famiglie e alle associazioni grazie ai contributi gestiti dai Comitati Locali.

3. Delusione e rammarico per la sorte del proprio Istituto di Credito: queste le sensazioni dei nostri vecchi soci e clienti. Sollievo e ripresa di fiducia: ecco le sensazioni che stanno contribuendo a raccogliere richieste per tornare ad essere soci di BCC di Roma, zona Alta Padovana. E quando la richiesta proviene da un vecchio socio la soddisfazione è veramente tanta!

4. Ad un anno dall’acquisizione la parola Gruppo ha di fatto unificato l’area padovana e i colleghi di Roma. Il senso di appartenenza è ormai diffuso e consolidato. Possiamo dire con certezza: “integrazione perfettamente riuscita”.

5. Il bilancio complessivo ad un anno dall’integrazione in BCC Roma porta un saldo ampiamente attivo generato da fiducia, serenità e prospettive di crescita per noi e per il tessuto economico nel quale ci troviamo ad operare, grazie alla solidità del nostro Istituto.

I colleghi dell’Agenzia 209, Vigodarzere